La più inquietante iniziativa UE finora? Liste di proscrizione di ‘’Propaganda Russa’’ su direzione di Soros

La Russia è il capro espiatorio preferito dell’establishment occidentale quando si tratta dei propri fallimenti. Dopo gli shock Brexit e Trump, l’elite globalista ha regolarmente cercato un nesso tra il malcontento nei propri paesi e la ‘’disinformazione russa’’ o ‘’gli hacker’’ o ‘’i troll’’, invece di rivedere le proprie politiche. Negli USA tutto ciò ha preso la forma di una caccia alle streghe contro l’amministrazione Trump mentre nell’Unione Europea ha preso la forma di una lista di proscrizione di tutti i media che non sono entusiasti dell’idea di un conflitto con il vicino orientale. In base all’idea di ‘’contrastare la disinformazione proveniente dalla Russia’’, l’External Action dell’UE (EUAS) ha creato la ‘’Disinformation Review’’ con aggiornamenti settimanali delle ‘’notizie false’’ e dei siti che le riportano.

L’EUAS ha di fatto etichettato ricercatori e giornalisti come fraudolenti, antipatriottici e disonesti senza notifiche. C’è una piccola nota sulla pagina principale in cui si dice che ‘’la disinformation review non rappresenta una posizione ufficiale dell’UE’’. Tuttavia è stata creata per iniziativa del Consiglio Europeo, è parte del ‘’servizio diplomatico UE’’, quindi finanziato dalla stessa, ne una i simboli e gli indirizzi istituzionali. È parte dell’UE ma non una posizione ufficiale? Suona come una scusa disonesta per evitare critiche. Continue reading

Il peggior nemico dell’integrazione europea? L’attuale leadership dell’UE.

Potremmo dirlo guardando alla sofferenze del Sud Europa, dove dopo anni di austerity imposta dall’Unione Europea, la fede nel progetto europeo sta crollando.
Questa volta però, guardiamo ad Est: il brutto e cattivo Visegrad. Il gruppo composto da Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia ha interessi condivisi ed individuali.
Tra quelli condivisi, c’è il rifiuto di prendere parte nel piano di ricollocazione rifugiati. Perché? Perché Angela Merkel li ha invitati senza prima consultare i partner europei .
Tutto ciò è insopportabile per la leadership europea, che adora la diversità e la promuove, a meno che non si tratti di diversità d’opinione, un valore fondamentale della democrazia liberale che i leader europei pretendono di rappresentare. Il liberalismo che una volta significava ‘’disapprovo ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo’’, una citazione forse erroneamente attribuita a Voltaire, ora è diventato ‘’disapprovo ciò che dici, quindi non dirlo’’.
Il problema è più profondo. Il gruppo Visegrad ha ottenuto l’indipendenza da un altro progetto internazionale di solidarietà forzata, l’Unione Sovietica, meno di tre decenni orsono. La recente esperienza li rende sospettosi di utopie centralizzate e antidemocratiche. E forse vi sono rimasti intrappolati di nuovo. Proprio quando pensavano di aver lasciato una distopia per unirsi al mondo libero, il mondo libero ne diventa una. La solidarietà non può essere imposta, è volontaria. L’approccio della Merkel è simile a quello dei leader sovietici, non del mondo libero.
Il secondo elemento di discordia è il multiculturalismo. Ancora una volta, i leader europei hanno deciso che è ‘’il futuro’’, piaccia o meno agli europei. Un tema chiave per chi ha votato Brexit era l’immigrazione, ma a Juncker, Timmermans e Verhofstadt non interessa: l’Europa Occidentale lo ingoierà fino ad accettarlo ed anche quella Orientale si dovrà arrendere. Il Presidente Ceco Vaclav Klaus, non è d’accordo, come del resto i polacchi,, gli ungheresi,, e gli slovacchi. Continue reading

Perché la politica dell’UE sul conflitto siriano è un disastro? Perché è irrealistica.

L’Unione Europea deve realizzare che l’idealismo sta aumentando semplicemente aumentando le sofferenze e mettendo a rischio la sicurezza di tutte le parti coinvolte. C’è l’alternativa realista, che si focalizza sul proprio interesse invece che sull’aspetto morale. Tuttavia questa politica estera ha un proposito altamente etico, per esempio pace e stabilità. I paesi europei hanno fatto molti errori durante il conflitto siriano, errori che hanno diminuito il loro prestigio, influenza e sicurezza. Attraverso la lente del realista è importante fare una seria analisi, decidere quale fazione del conflitto sostenere e ricordare che il più forte fa quello che può e il più debole soffre ciò che deve.

I realisti però non si astengono dal dare suggerimenti audaci sulla politica estera. Nel 2012 Kenneth Waltz ha detto che l’Iran dovrebbe avere accesso ad armi nucleari. Tre anni dopo Stephen Walt ha sottolineato che in caso di vittoria ISIS in Siria, la comunità internazionale avrebbe dovuto imparare a convivere col suo nuovo potenziale membro. Secondo alcuni realisti, i tentativi di rovesciare il governo di Assad sono stati un errore. Continue reading

Crisi delle banche: profitti privati, perdite socializzate, di nuovo: il capitolo Italiano.

Il sistema bancario occidentale è l’emblema della crisi di credibilità del liberalismo. Dal 2007 il mondo liberale sta salvando le banche con i soldi pubblici, lasciando i profitti agli azionisti privati. Adam Smith direbbe ‘’lascia che se ne occupi il mercato e che elimini le banche inefficienti’’. Il mondo liberale moderno dice: ‘’manteniamo le inefficienze, lasciamo che risucchino ricchezza dalla società come dei parassiti’’.

La cosa ancora più assurda è che i salvataggi sono spesso gestiti da governi di sinistra. Gli stessi che sulla carta dicono di voler ridistribuire ricchezza dai ricchi ai poveri fanno l’esatto opposto, ridistribuiscono dai poveri ai ricchi. La caduta dell’Unione Sovietica ha screditato le teorie economiche del controllo centralizzato, così i socialisti si sono ritrovati obbligati a cercare modelli economici alternativi: si sono spostati verso il centro, la cosiddetta ‘’terza via’’di Tony Blair e Bill Clinton. Niente più lotta di classe, globalizzazione e finanziarizzazione sono diventati il nuovo mantra. I salvataggi delle banche completano il tradimento verso la classe operaia. Ora che il sistema finanziario sta fallendo, si cerca in ogni modo di far continuare il casinò. L’ipocrisia non finisce qui: quando la classe operaia richiede l’intervento del governo contro la globalizzazione, la ‘’Sinistra Moderna’’ risponde con insulti e sfottò diretti all’ignorante uomo comune, ma quando è il mondo finanziario a chiamare, allora l’intervento del governo nel mercato è ‘’necessario’’. Continue reading

Perché lo Ius Soli puzza di attacco alla democrazia.

Infuocano le polemiche sul tentativo da parte del Partito Democratico di cambiare la legge sulla cittadinanza.

La proposta prevederebbe di concedere la cittadinanza a bambini stranieri di cui almeno uno dei genitori si trovi in Italia per almeno 5 anni. A questo si aggiungerebbe la possibilità di richiedere la cittadinanza per minori che abbiano frequentato scuole italiane per 5 anni ed abbiano superato un intero ciclo scolastico. Secondo i sostenitori della proposta, sarebbe ‘’una questione di civiltà’’ e favorirebbe l’integrazione. I critici a loro volta fanno notare come molti dei terroristi islamici degli ultimi anni hanno la cittadinanza di paesi europei ed hanno seguito interi cicli di studi negli stessi, nulla di tutto ciò ha fatto di loro persone leali alla comunità indicata sul pezzo di carta dei loro documenti ed ai suoi valori.

Abbiamo voluto innanzitutto verificare questa dichiarazione: dal Gennaio 2015 ad oggi ci sono stati 13 attacchi del terrorismo islamico in Europa, 30 colpevoli sono stati individuati, 20 di essi avevano cittadinanze europee, di cui 18 provenienti da paesi con forme di Ius Soli (Belgio, Francia, Gran Bretagna, Svezia) mentre solo due provengono da paesi senza tale forma di cittadinanza (Italia e Danimarca). Il 60% dei terroristi islamici in Europa proviene da paesi con lo Ius Soli. La correlazione è significativa, specialmente se confrontata a sistemi più restrittivi in termini di cittadinanza. La cittadinanza facile dunque, non favorisce l’integrazione. Paesi che secondo lo slogan sarebbero più civili rivelano enormi problemi di sicurezza e coesistenza tra diverse religioni. Continue reading

Il Portogallo abbandona l’austerity e ritorna alla crescita. Può durare?

Alla fine del 2015 il partito Socialista portoghese è riuscito a formare un governo di minoranza con la sinistra estrema, riducendo al ruolo di opposizione il centro-destra, pro austerity dei Social Democratici; un caso unico in Europa, dove i paesi con problemi di bilancio come la Grecia (prima dell’esperienza Syriza), l’Italia e la Spagna hanno invece optato per grandi coalizioni di centro (centro-destra e centro-sinistra uniti) per risolvere la crisi, con risultati tuttavia fallimentari.

La nuova coalizione di sinistra ha subito abbandonato i dogmi della Commissione Europea e del FMI, preferendo uno stimolo fiscale di vecchio stile Keynesiano, aumentando salari e pensioni; dopo un anno e mezzo, forse a sorpresa, il Portogallo sta andando bene. Continue reading

Risposta a Costanza Hermanin dell’Huffington Post e precedentemente Open Society.

L’Huffington Post ha di recente postato nella sua sezione blog un articolo, di Costanza Hermanin, professoressa a Science Po e al Collegio d’Europa ed in precedenza senior officer della Open Society Foundation del finanziere George Soros.

La Fondazione Gefira viene accusata nell’articolo di essere ‘’euroscettica’’ e ‘’filo-russa’’ e che le attività delle ONG nel Mediterraneo costituiscono una ‘’fake news’’.
Ci siamo presi il tempo di rispondere a queste accuse:

1) Euroscetticismo: se Costanza Hermanin, il cui curriculum vanta esperienza di ricerca raffinata, tra gli altri, alla Columbia University, a Berkeley, allo Schuman Centre for Advanced Studies e alla Commissione Europea, si fosse degnata di fare una ricerca onesta e di qualità, avrebbe scoperto che Gefira è stata creata da Franck Biancheri allo scopo di promuovere l’integrazione europea, Lo stesso Biancheri, ora deceduto, è stato campione dell’integrazione europea ed ha collaborato alla realizzazione del Progetto Erasmus. Continue reading