Global Analysis from the European Perspective. Preparing for the world of tomorrow




Intervista esclusiva a Paolo Borgognone

1) Quando (e come) è iniziato lo “sganciamento” della sinistra italiana dalle masse popolari?

a sinistra, in quanto partito dei ceti borghesi, illuministi e proprietari sin dalla fine del XVIII secolo non si costituisce come riferimento delle masse popolari, con cui è anzi in conflitto. La sinistra ha “esordito” sulla scena europea con il genocidio della Vandea, in cui le masse popolari considerate tradizionaliste furono sterminate dai giacobini… Nel XIX secolo la sinistra fu, in Italia, il partito di riferimento della nuova borghesia industriale e il socialismo non nacque, originariamente, come ideologia di sinistra ma comunitaria. La sinistra incontrò successivamente, diciamo all’inizio del XX secolo, le masse popolari e fu l’interprete della fase dialettica del capitalismo ma col Sessantotto, momento fondante della nuova sinistra come partito della modernizzazione radicale dei costumi e dei consumi borghesi, la convergenza tra sinistra e popolo, tra intellettuali progressisti e classi lavoratrici, era già nuovamente dileguata. Da lì in avanti, le strade degli intellettuali di sinistra europei e quelle dei ceti operai, lavoratori e subalterni si divisero irrimediabilmente, almeno dal punto di vista della precedente alleanza ideologica stabilita nelle fasi culminanti del trentennio glorioso del capitalismo fordista/keynesiano (1945-1975). Continue reading

Una battaglia per la libertà: il parlamento olandese contro il Ministero della Verità UE

EUvsDisinfo è un sito messo in piedi dai capi europei nel 2015 allo scopo, in teoria, di combattere la ‘’propaganda russa’’ online. Di fatto, una istituzione statale che si dovrebbe occupare di stabilire ciò che è ‘’vero’’ e ciò che costituisce ‘’notizie false’’, e allo stesso tempo creare una lista dei ‘’colpevoli della diffusione’’ di queste ultime. Critici dell’iniziativa hanno subito contestato che l’iniziativa assomigli ad un Orwelliano ‘’ministero della Verità’’.

L’anno scorso tre siti olandesi, De Gelderlander, TPO and GeenStijl, sono finiti nella lista dei ‘’cattivi’’ per aver scritto degli articoli in cui si denunciava l’infiltrazione di gruppi di ispirazione Nazista nella rivoluzione ucraina ribattezzata ‘’EuroMaidan’’. Questo tipo di critica verso il movimento e gli eventi in Ucraina è stato spesso utilizzato in passato dalla federazione russa, di conseguenza, indipendentemente dal fatto che essi corrispondano alla verità, EUvsDisinfo ha subito tacciato le testate olandesi di ‘’propaganda russi e diffusione di notizie false’’; l’istituzione europea però non ha fatto i conti con lo storico amore per la libertà del popolo olandese. La libertà di parola e di stampa sono valori fondamentali delle società occidentali. Continue reading

A chi apparterrà la Germania del futuro?

La velocità a cui la popolazione tedesca sta diminuendo sembra essere troppo anche per gli studiosi dell’istituto Destatis, secondo cui con livelli di immigrazione zero, la popolazione della Germania nel 2060 sarà di 60,2 milioni. Secondo il nostro team, questa è una previsione ottimistica: in 40 anni, la popolazione tedesca dovrebbe essere di circa 52,6 milioni di persone, una considerevole riduzione del 34% rispetto all’attuale 81 milioni, mentre per la fine del secolo, la popolazione indigena senza origini straniere si ridurrà fino a 21,6 milioni.

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  • The economic consequence of Germany’s demographic winter
  • Japan is a model for Germany’s problems
  • How will the economic collapse looks like

Se le elite tedesche avranno successo nel mantenere la popolazione ad un livello di 80 milioni, nel 2060 la maggior parte dei tedeschi naturalizzati non avrà alcuna connessione storica con i popoli successori del Sacro Romano Impero. La loro relazione con Albert Schweitzer, Johann Sebastian Bach, Karl Benz, Friedrich Nietsche sarà equivalente a quella di Recep Tayyip Erdogan con gli imperatori bizantini. Il numero eccessivo di migranti altererà la nazione tedesca per sempre.

Non ci sarà alcuna relazione tra la Germania futura e quella del passato

Dal 2050, figure storiche tedesche come Albert Schweitzer ed altri nomi come quelli già citati saranno smascherati come razzisti e di conseguenza rimossi dalle strade e dai libri di storia, rimpiazzati da nuovi eroi, un processo già in auge negli USA e nei Paesi Bassi. Nei primi, i monumenti ai generali sudisti sono sotto attacco, mentre nei secondi, partiti rappresentanti la popolazione di origine straniera stanno cercando di far rimuovere figure storiche olandesi dagli spazi pubblici, o di cambiare i nomi delle strade e modificare importanti tradizioni, colpevoli di essere non inclusive, oppressive o insultanti verso minoranze etniche e religiose. In Germania, i crimini commessi da generazioni passate sono parte della storia tedesca; tuttavia, la maggior parte dei tedeschi verrà rimpiazzata da persone senza alcuna connessione verso questo paese, e questo accadrà entro la fine del secolo, con radici culturali ed antenati provenienti da fuori della Germania, se non addirittura dall’Europa. Continue reading

Le elezioni italiane sono la conferma definitiva che il ‘’populismo’’ è qui per rimanere

2016: Brexit e Trump, ‘’Una nuova speranza’’.

2017: Macron, ‘’L’impero colpisce ancora’’.

2018: Di Maio e Salvini, ‘’Il ritorno dello Jedi’’.

I titoli della trilogia originale di Star Wars rappresentano perfettamente l’aria di cambiamento del panorama politico occidentale. Le elite hanno abbandonato i propri cittadini, inseguendo sogni di gloria globali. I loro sostenitori sono state le prime vittime: i moderati, i centristi, la classe media,è stata schiacciata dal peso della globalizzazione nella forma dei paradisi fiscali, dell’immigrazione di massa, degli appalti nel terzo mondo e delle guerre globali.

Le elezioni italiane del 2018 ci ricordano che il malcontento popolare, superficialmente snobbato come ‘’populismo’’, da una elite globalista che continua a vivere separata dalla realtà , è qui per rimanere.

Il trionfo ‘’populista’’: la rabbia dei giovani

Il Movimento 5 Stelle e la Lega sono i partiti anti-establishment italiani. Secondo i sondaggi, erano destinati a ricevere rispettivamente il 27-28% e 12-15% dei voti. Entrambi sono andati oltre le aspettative. I 5 Stelle otterranno il 31-32%, la Lega il 17-18%, battendo il populista originale, il primo ‘’Donald Trump’’, Silvio Berlusconi, ridotto al 13-14%. Continue reading

Come George Soros sta interferendo nelle elezioni italiane

Qualche settimana fa, i britannici si sono svegliati con la notizia che la democrazia anglosassone è vulnerabile agli attacchi di un plutocrate straniero con l’obbiettivo di rovesciare il risultato dello storico referendum sull’Unione Europea, o nel caso questo non fosse possibile, rovesciare governi britannici fino ad ottenere uno le cui posizioni siano in linea con quelle dell’oligarca Ungaro-Americano.

George Soros per conto suo ha risposto alle accuse con un articolo sul Daily Mail,in cui ha motivato le sue azioni in base al suo ‘’amore per la Gran Bretagna’’, che tuttavia non gli impedì di attaccare la Banca d’Inghilterra nel 1992, con danni di miliardi di sterline per i contribuenti britannici. Soros ne sa di più degli elettori britannici, e quindi si arroga il diritto di dirottare il processo democratico, pur non essendo cittadino, perché impegnato in una guerra contro gli ‘’stati-mafia’’. Curioso come il concetto di società aperta secondo Soros riguardi la possibilità per lui di influenzare qualsiasi processo politico a suo piacimento, in una società senza confini, dove ogni voto contrario è reso nullo. Continue reading

Riepilogo di Davos 2018: è tempo di ammettere che il popolo di Davos è il problema

Qual è la caratteristica più comune dei partecipanti al World Economic Forum? Sono istruiti, ricchi, lavorano sodo, ma allo stesso tempo, sono degli insopportabili ipocriti.

Durante i 5 giorni nelle montagne svizzere, abbiamo contato almeno 8 comitati di esperti dedicati al cambiamento climatico e problemi legati all’ambiente e l’energia; probabilmente l’argomento più dibattuto in assoluto. Uno dei primi incontri riguardava appunto il ‘’trasporto sostenibile’’. L’intuizione più ovvia è che persone così attente alle questioni ambientali vogliano dare il buon esempio. Invece sono volati a Davos con migliaia di aerei privati altamente inquinanti. Ma questo è solo l’inizio.

Abbiamo poi attori di Hollywood e celebrità dello spettacolo a dar lezioni sul rispetto degli altri, specialmente le donne. Dopo gli scandali di Weinstein, Spacey, Seagal, forse sarebbe meglio iniziare a discutere se è il caso di revocare lo status di celebrità agli attori. Cos’è una celebrità in fin dei conti? Una persona che la società celebra per le sue abilità. Gli antichi Greci e Romani non rispettavano gli attori. Il termine ‘’ipocrita’’ arriva appunto dal greco per attore, con il significato di un comportamento ingannatore per lo spettatore, che è indotto a credere in qualcosa che nella realtà non è. Il mondo odierno di Hollywood calza in questa definizione. Sebbene i nuovi film siano spesso concentrati sulla legittimazione delle donne, la diversità e l’inclusione, dietro il sipario prostituzione e abusi sessuali sono diffusi. Non c’è ragione di elevare degli ipocriti al ruolo di guida morale per la società. Continue reading

Il crollo demografico dell’Italia; Dal 2080 gli Italiani saranno una minoranza nel proprio paese

I numeri ufficiali dicono che la popolazione italiana stava crescendo fino al 2015, mentre nel 2016 è leggermente diminuita. Le proiezioni Eurostat dicono che la popolazione di stabilizzerà nei prossimi decenni. Tuttavia, il numero dei cittadini indigeni sta diminuendo ad una velocità impressionante: ogni anno di circa 250 mila persone e questo declino è destinato ad accelerare, il che significa che lo scenario delle proiezioni Eurostat può essere raggiunto solo tramite una immigrazione di massa dall’Asia e dall’Africa. Attualmente, il gruppo più grande di stranieri in Italia è quello dei romeni, ma il flusso dai paesi dell’Europa orientale sta diminuendo rapidamente. Anch’essi infatti, come quasi tutti i paesi dell’Europa, a partire dall’Italia, stanno affrontando un drammatico declino demografico. La stagnazione economica del Belpaese non ne fa inoltre una primaria destinazione per immigrati dal resto d’Europa.

Se ci atteniamo alle proiezioni Eurostat, nel giro di 60 anni o anche prima, in caso di aumento dei flussi migratori, il 50% degli abitanti della penisola sarà di origine Asiatica o Africana. Questi dati non sono un segreto del nostro team, ma in possesso di demografi e ricercatori di statistica. Le autorità italiane ed europee ne sono altrettanto consapevoli, in quanto l’immigrazione è regolarmente presentata come misura per ovviare l’invecchiamento della popolazione e rimpolpare il ‘’Vecchio Continente’’ di forze giovani. Continue reading

Come Facebook sta agevolando l’esodo dall’Africa all’Europa

In Europa, le piattaforme di social media come Facebook e Twitter stanno da qualche tempo rimuovendo contenuti e bloccando autori che criticano l’immigrazione di massa dal terzo mondo in quanto ‘’linguaggio d’odio’’. Un atteggiamento ostile verso l’esodo di centinaia di migliaia di persone dalla Nigeria, dal Marocco o dal Ghana verso l’Italia, la Svezia o la Germania è considerato comportamento estremista. Allo stesso modo, Facebook e Twitter sono strumenti che agevolano questo esodo. Da molto tempo, i social media non si limitano più a comunicazioni personali o forme di marketing. Piattaforme come Facebook e Twitter contribuiscono alla creazione di movimenti politici, come dimostrato dalla Primavera Araba o dal movimento Euromaidan di Kiev. I social network sono anche diventati canali di comunicazione per organizzare il trasferimento di persone dall’Africa all’Europa. Continue reading

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We are quoted by:

Gefira-Bulletin #25

Gefira #25 makes an observation that the Western world is torn by two growing antagonisms which are the United States against Europe and the old European Union against its new member states. The Old Continent's external and internal policies continue to be controlled by the leftist and (neo)liberal Brussels establishment, Frankfurt bankers and the pro-migration lobbyists that are bent on changing the face of Europe. Meanwhile Saudi Arabia's authorities are planning to restructure the national economy in recognition of the fact that crude oil will slowly lose its importance due to the demographic decline and because the world’s automotive industry will soon switch to vehicles powered by electricity. Riyadh is already building mega cities where new branches of industry will become the country’s driving force.

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Gefira 25 Content

From TTIP to trade wars overnight.
Trump’s pivot shifts to Asia.
The Devil’s Alliance.
Cognitive dissonance is growing.

Saudi Vision 2030: The Saudis have given up on their own nation.
NEOM or a new fantasy country.

Recommendations.
North Korea presents a tremendous investment opportunity.
The lightest metal will shine brighter than gold.
The prospects for hydrogen are even better.

Gefira-Bulletin #24

Gefira #24 gives in interesting insight into the world of tomorrow in which the Eurasian continent will be the global pivot with China and Russia playing the tune and the rest of the world toeing the line. The Old Continent will split into a racial mix in the West and the White Man's habitat in the East. The United States will see its final days of glory as a superpower, while Africa, apart from experiencing a demographic explosion, will not undergo significant changes, and its possible colonization by China or Turkey is doomed to failure. The new geopolitical situation might be advantageous to such middle-sized countries as Iran, Kazakhstan or Turkey, with the latter wanting to re-draw its borders. The American economic dream is dying, and the rivalry between Washington and Brussels is anything but over.

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2020-2030 The world will shift to the East.
China will become a mature economy and the US will have a full rival.
Turkey – the next emerging Islamic Power.
The European-US infighting has begun.

The American dream is dying.

Recommendations.

Africa’s long-term perspective is disastrous.
Turkey.
Cacao.

 
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