Global Analysis from the European Perspective. Preparing for the world of tomorrow




L’Italia può circonvenire la BCE con una moneta parallela.

L’Italia non è nuova a crisi finanziarie. Ci sono state in ogni forma, inclusi stati insolventi, reazioni a catena che hanno portato al collasso del sistema bancario e una crisi di liquidità della moneta internazionale di allora, il fiorino d’oro di Firenze. Senza entrare troppo nei dettagli, nel 1345 il Regno d’Inghilterra e il governo di Firenze si trovarono in una situazione di insolvenza; per pagare per le rispettive guerre contro la Francia e Verona, avevano preso in prestito somme enormi dai giganti bancari di quel tempo, i Bardi e i Peruzzi. L’impossibilità di ripagare i debiti risultò in un buco di 1,5 milioni di fiorini, e la seguente bancarotta delle due banche, seguita da una reazione a catena di tutte le altre.

Quasi sette secoli dopo, l’Italia, insieme alla Grecia e molti altri, si trova di nuovo sull’orlo della bancarotta, con il sistema bancario internazionale in una situazione precaria e diretto verso un’altra catastrofe. Come se non fosse abbastanza, l’Euro, una moneta sopravvalutata per l’Italia e le altre deboli economie di Spagna, Portogallo, Francia ma anche Finlandia, le politiche di austerità volute dalla Commissione Europea sotto pressione del paese che guadagna di più grazie alla moneta unica, la Germania, l’inefficiente politica di quantitative easing1 della BCE unita alle regole del sistema bancario, sono incapaci di stimolare la crescita dell’economia reale del Sud Europa. Tutti questi elementi prevengono qualsiasi ritorno alla crescita e risultano in un perpetuo stato di stagnazione. Continue reading

Colte sul fatto: le ONG trafficano migranti.

I software per il tracciamento delle navi e rapporti da giornalisti dimostrano che le ONG, la Guardia Costiera italiana e i trafficanti coordinano le proprie azioni. Il Sistema Automatico d’Identificazione (AIS) rivela che le ONG operano in acque libiche. Dalla rimozione del Presidente Gheddafi, un crescente numero di migranti africani è trasportato in Europa. Viaggiano prima attraverso la Libia, da dove poi attraversano il Mediterraneo. Diverse organizzazioni umanitarie o ONG coinvolte sono un elemento indispensabile per la rotta di traffico per l’Europa. Abbiamo notato come la guardia costiera, le ONG e i trafficanti locali coordinano le proprie operazioni. Indipendentemente da come le vogliano chiamare, queste operazioni non possono essere classificate come semplici salvataggi in mare.
Le ONG olandesi, maltesi e tedesche sono parte di questa rete di traffico di persone e ci si dovrebbe chiedere se le stesse ONG non siano organizzazioni criminali. Continue reading

Le ONG stanno trasportando una quantità industriale di migranti in Europa.

Per due mesi, utilizzando il sito marinetraffic.com, abbiamo monitorato i movimenti nel Mediterraneo di un certo numero di barche di proprietà delle Organizzazioni Non-Governative. Utilizzando i dati dal sito del UNHCR, abbiamo inoltre tenuto sotto controllo gli arrivi giornalieri di immigrati dall’Africa in Italia. Quello che abbiamo scoperto è di fatto un traffico illegale di essere umani, camuffato da operazione umanitaria.

Le ONG, i trafficanti in questione, la mafia in combutta con l’Unione Europea, hanno trasportato migliaia di migranti illegali in Europa, con la scusa di salvare barche in difficoltà, assistite dalla Guardia Costiera italiana che ha coordinato le loro attività.

I trafficanti contattano la Guardia Costiera italiana in anticipo, per ricevere assistenza e lasciare in consegna il proprio ‘’carico’’. Le navi delle ONG sono quindi dirette al ‘’punto di salvataggio’’, anche se coloro tecnicamente in bisogno di assistenza si trovano ancora a terra in Libia. Le 15 navi che abbiamo osservato, di proprietà delle ONG o a noleggio, sono state regolarmente osservate lasciare i porti italiani, dirigersi a Sud a poche miglia nautiche dalla costa libica, ricevere il carico di esseri umani e tornare in Italia, a 260 miglia di distanza, sebbene il porto più vicino, dove dovrebbe essere trasportato l’equipaggio delle barche in difficoltà secondo la legge, sia quello di Zarzis in Tunisia a circa 60 miglia di distanza dal punto di salvataggio.

Le ONG in questione sono: MOAS, Jugend Rettet, Stichting Bootvluchting, Médecins Sans Frontières, Save The Children, Proactiva Open Arms, Sea-Watch.org, Sea Eye e Life Boat.

Le reali intenzioni delle ONG non sono chiare. Non saremmo tuttavia sorpresi se ci fosse dietro del denaro. Tuttavia le motivazioni potrebbero essere politiche: per l’ONG maltese MOAS, trasportare migranti in Italia è il modo migliore per evitare che essi approdino nella più vicina Malta. MOAS è gestito da un ufficiale della marina maltese, famoso in patria per il maltrattamento dei rifugiati1. Un’ulteriore motivazione è che queste organizzazioni siano gestite da ingenui ‘’buonisti’’ che non capiscono che i propri servizi fungono da calamita per le persone dall’Africa e che quindi involontariamente causano vittime nel Mediterraneo, per non parlare di come le loro azioni stiano destabilizzando l’Europa.

Per quanto nobili possano essere le intenzioni delle ONG, le loro attività sono illegali, in quanto la maggior parte di questi migranti non ha diritto di asilo ed è destinato a finire nelle strade di Roma o Parigi a minare la stabilità dell’Europa ed aumentare le tensioni sociali a sfondo razziale.

Bruxelles ha creato una legislazione speciale per proteggere i trafficanti. In una sezione della risoluzione denominata ‘’On Search and Rescue’’ il testo specifica ‘’barche private e ONG che assistono i salvataggi nel Mar Mediterraneo non dovrebbero rischiare azioni disciplinari per tale assistenza’’2.

Durante i due mesi di monitoraggio, abbiamo osservato almeno 39 mila migranti Africani trasportati in Italia con il pieno consenso delle autorità italiane ed europee.
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