Global Analysis from the European Perspective. Preparing for the world of tomorrow




Riepilogo di Davos 2018: è tempo di ammettere che il popolo di Davos è il problema

Qual è la caratteristica più comune dei partecipanti al World Economic Forum? Sono istruiti, ricchi, lavorano sodo, ma allo stesso tempo, sono degli insopportabili ipocriti.

Durante i 5 giorni nelle montagne svizzere, abbiamo contato almeno 8 comitati di esperti dedicati al cambiamento climatico e problemi legati all’ambiente e l’energia; probabilmente l’argomento più dibattuto in assoluto. Uno dei primi incontri riguardava appunto il ‘’trasporto sostenibile’’. L’intuizione più ovvia è che persone così attente alle questioni ambientali vogliano dare il buon esempio. Invece sono volati a Davos con migliaia di aerei privati altamente inquinanti. Ma questo è solo l’inizio.

Abbiamo poi attori di Hollywood e celebrità dello spettacolo a dar lezioni sul rispetto degli altri, specialmente le donne. Dopo gli scandali di Weinstein, Spacey, Seagal, forse sarebbe meglio iniziare a discutere se è il caso di revocare lo status di celebrità agli attori. Cos’è una celebrità in fin dei conti? Una persona che la società celebra per le sue abilità. Gli antichi Greci e Romani non rispettavano gli attori. Il termine ‘’ipocrita’’ arriva appunto dal greco per attore, con il significato di un comportamento ingannatore per lo spettatore, che è indotto a credere in qualcosa che nella realtà non è. Il mondo odierno di Hollywood calza in questa definizione. Sebbene i nuovi film siano spesso concentrati sulla legittimazione delle donne, la diversità e l’inclusione, dietro il sipario prostituzione e abusi sessuali sono diffusi. Non c’è ragione di elevare degli ipocriti al ruolo di guida morale per la società.

Passiamo dagli ipocriti dei film a quelli della politica. I nuovi campioni della globalizzazione, secondo le parole dei propri capi di stato Narendra Modi e Xi Jinping, sono India e Cina. Sono talmente pronti all’apertura che l’India sta considerando una enorme tariffa del 70% sui pannelli solari da Cina e Malesia.1)Trump solar tariffs reverberate in India, China’s biggest buyer, economictimes.indiatimes.com 2018-01-24.La Cina da parte sua adora gli scambi culturali a tal punto da bandire la cultura hip hop dai propri media, in quanto ‘’priva di gusto, oscena, umiliante verso le donne e che incoraggia l’uso di droghe’’.2)China bans hip-hop culture and tattoos from all media sources, The Independent 2018-01-24.Per il mondo in via di sviluppo, l’apertura è subordinata all’interesse nazionale. Sono paesi che vogliono commerciare, aperti al progresso tecnologico, ma solo qualora ritengono sia benefico per se stessi. Una logica che le controparti occidentali hanno dimenticato, o ritengono arcaica, antiquata.

I dibattiti di economia sono particolarmente insopportabili. Cosa c’è di più ipocrita degli amministratori delegati di compagnie che evadono tasse, tengono bassi i salari, sfruttano la mancanza di protezione dei diritti umani e fanno attività di lobby sui governi affinché tutto ciò continui ad accadere, per poi sedersi a discutere dell’esplosione delle disuguaglianze, del risentimento verso la globalizzazione ed il populismo? Nessuno li obbliga a perseguire tali politiche, lo fanno di propria volontà. Non c’è mai stato, in nessun momento, qualcuno con il coraggio di dire ‘’perché noi, gli uomini e donne riuniti a Davos, non decidiamo di smettere di evadere le tasse?’’. Le soluzioni proposte sono le solite del passato: dobbiamo investire nell’istruzione e compensare i perdenti. È la stessa narrativa di molti partiti di sinistra che hanno aderito ai dogmi neoliberali negli anni 90°, senza mai riuscire ad ottenere risultati in tal senso. Non c’è ragione di credere che questo cambi.

Cosa c’è di più ipocrita di evasori fiscali che danno lezioni sulle disuguaglianze? I sostenitori della diversità che si lamentano che ‘’le singole identità stanno dividendo la società e causando violenza’’ come notato da Peter Maurer della Croce Rossa Internazionale. Molteplici discussioni si sono concentrate sulla necessità di costruire ponti tra le società e prevenire che i popoli si segreghino secondo etnicità e credo; o almeno far sì che abbiano molteplici identità, in modo tale da non concentrarsi su una sola ma vivere come individui senza radici. Molti dei partecipanti agli incontri di Davos si sono convinti che la globalizzazione avrebbe causato questa trasformazione, e rifiutano l’idea che l’umanità possa avere una natura tribale e comunitaria. In un altro dibattito, il Ministro della Cultura svedese, Alice Bah Kuhnke, per metà del Gambia, si lamenta che ‘’la cultura è diventata arma dell’estrema destra’’, dimenticando che lei stessa è una forma di arma culturale del proprio partito, allo scopo di cambiare l’identità etnica e culturale della Svezia. Una tendenza comune al WEF 2018 è quella di utilizzare il termine ‘’politiche di identità‘’ come ‘’nazionalismo bianco’’. Il ritorno del nazionalismo bianco è certamente parte delle politiche di identità, ma ne è una reazione, non la causa. Se i partiti ed i media decidono di assecondare le minoranze in termini di etnia, genere o orientamento sessuale, promettendo loro una delega di poteri a scapito delle maggioranze, come ci si può lamentare se poi la maggioranza protesta? Non è quest’ultima che ha aperto il proverbiale vaso di Pandora delle politiche di identità. Uno degli ospiti, Daniel Shapiro giustamente fa notare la natura tribale dell’essere umano e l’istinto di preservazione ad essa connesso: qualsiasi forma di aggressione attiva il sistema di auto-difesa, l’isolamento e la cessazione del dialogo.

Eleggiamo infine il re e la regina del ballo dell’ipocrisia. Prima le donne: Angela Merkel. La Cancelliera fa un misto di lezioni di storia e minacce velate a Donald Trump, accusato di scarsa conoscenza dei fatti storici. Lezioni impartite dal capo di stato di un paese con elevati surplus commerciali, grazie ad una moneta artificialmente svalutata per decenni. Apparentemente solo la Merkel può far guerra commerciale al Nord America o ai paesi del Sud Europa.

Ma c’è di peggio: ‘’Sappiamo che dal tempo dell’Impero Romano e della muraglia cinese, chiudersi non serve a proteggere i confini’’.3)Angela Merkel at Davos: What did she say? And even though she didn’t mention him, was it all about Trump?, The Independent 2018-01-24.Se nessun intellettuale ha il coraggio di correggere tale affermazione, lo faremo noi. Facciamo un po’ di fact-checking: nel 376 D.C., i goti, cercando rifugio dalla minaccia unna, inviarono una richiesta d’asilo all’imperatore romano Valente. Valente, usando un ragionamento che dovrebbe far suonare qualche campanello, pensò che i richiedenti d’asilo goti sarebbero tornati utili nel riempire i ranghi delle proprie armate: avrebbero fatto il lavoro che i cittadini romani non volevano più fare, quello del soldato. Circa 200 mila goti quindi attraversarono il Danubio, traghettati da barche romane. Quello che accadde dopo è una lezione per l’ignoranza della Merkel: una crisi economica (carestia) causò una rottura nelle relazioni goto-romane. Rischiando di morire di fame, i goti si ribellarono e assalirono i propri ospiti. Valente, ora resosi conto del proprio errore, corse a confrontare la rivolta gotica nel 378 D.C. presso Adrianopoli. Le forze romane tuttavia furono annientate, lo stesso imperatore probabilmente cadde in battaglia, il suo corpo non fu mai trovato. Quindi, come sopravvisse l’impero Romano? Esattamente nel modo opposto suggerito dalla Merkel: la prima cosa che i goti fecero dopo la battaglia fu quello di assediare la città di Adrianopoli. Ciò che li tenne a bada furono le mura. Quindi i goti provarono ad attaccare la capitale Constantinopoli, ma anche qui le mura protessero la civiltà romana (e continuarono a farlo per altri 800 anni, fino alla 4° crociata). I goti continuarono a saccheggiare le campagne romane fino al sacco di Roma nel 410 D.C. Lezione della storia: le mura funzionano, accettare ciecamente rifugiati oltre le proprie capacità di integrazione distrugge la civiltà.

La Merkel non passa l’esame di storia, ma c’è anche di peggio. Il re del ballo è l’oligarca e attivista politico George Soros. Si lamenta che ‘’le società aperte sono in crisi, mentre le dittature e gli stati-mafia come la Russia di Putin, sono in crescita’’.4)SOROS: The US ‘is set on a course toward nuclear war’ with North Korea, Business Insider 2018-01-25.La critica arriva da un personaggio la cui Fondazione Open Society finanzia una enorme rete di centinaia di organizzazioni, le cui cause politiche includono promuovere l’immigrazione di massa e scatenare una guerra contro la Russia,5)Open Society Initiative for Europe: Our Grantees, Open Society Foundations 2017-04.senza mai concorrere in una elezione, ma aggirando il processo elettorale con attività di lobby da parte della società civile, ma ovviamente, sono i suoi avversari ad essere i ‘’mafiosi’’. Soros ammonisce poi contro la minaccia totalitaria di Google e Facebook, che potrebbero essere utilizzati da regimi autoritari in modi che nemmeno Orwell o Huxley avrebbero potuto immaginare nelle proprie distopie.6)Not even Orwell or Huxley could have imagined “totalitarian threats” posed by Facebook and Google, warns Soros, CommonDreams 2018-01-28.Allo stesso tempo, Kremlin Watch, una delle tante organizzazioni finanziate da Soros,7)European Values Think-Thank Report 2015 Annual Report, European Values 2016.sta creando una lista di proscrizione di intellettuali occidentali (di sinistra e di destra), ‘’colpevoli’’ di aver accettato l’invito dei media russi per esporre le proprie idee.8)The Kremlin’s Platform for ‘Useful Idiots’ in the West: An Overview of RT’s Editorial Strategy and Evidence of Impact, Kremlin Watch 2017-09-18.Lo stesso Soros prende idee dal libro di Orwell, sostenendo pseudo Ministeri della Verità come il già menzionato Kremlin Watch, ma anche StopFake,9)Understanding Ukraine, Open Society 2015-02.entrambi fonti fidate del Ministero della Verità dell’Unione Europea, EUvsDisinfo, FullFact10)FullFact awarded $500,000 to build automated fact-checking tools, FullFact.org 2017-06-29.e Poynter.11)$1.3 Million in Grants from Omidyar Network, Open Society Foundations Will Expand Poynter’s International Fact-Checking Network, Poynter 2017-06-29.Se tutto ciò non fosse abbastanza, si consideri che l’influenza di Soros nelle istituzioni europee è tale che Mariya Gabriel, alleata fidata12)Reliable allies in the European Parliament 2014-2019, Kumquat Consult 2013.dell’oligarca Ungaro-Americano, è stata posta alla testa dell’Alto Gruppo di Esperti sulle notizie false e la disinformazione online,13)Commission appoints members of the High Level Expert Group on fake news and online disinformation, European Commission 2018-01-12.un ulteriore ministero della verità, come se gli altri non fossero abbastanza. Non lo sono, perché secondo Soros, Google e Facebook non stanno facendo abbastanza per censurare opinioni differenti da quella dell’oligarca, che così ha deciso di dichiarare guerra alle compagnie. Concludiamo menzionando che Soros utilizza la propria fondazione per quello che anche il Wall Street Journal ha chiamato ‘’la più grande singola evasione fiscale nella storia’’,14)George Soros’s $18 Billion Tax Shelter, Wall Street Journal 2017-11-23.e non c’è competizione per la corona del ballo.

Sarebbe una grande occasione per essere marxista oggi: ‘’Lavoratori del mondo unitevi!’’ (contro il popolo di Davos) potrebbe essere uno slogan di successo con le masse. Dove sono i marxisti? Cooptati e neutralizzati dall’elite di Davos con l’agenda progressista concentrata sulla diversità di etnia o genere ed il cambiamento climatico. Il fatto che i marxisti abbiano abbandonato il proprio grido di battaglia tuttavia non significa che qualcun altro possa decidere di riutilizzarlo.

References   [ + ]

1. Trump solar tariffs reverberate in India, China’s biggest buyer, economictimes.indiatimes.com 2018-01-24.
2. China bans hip-hop culture and tattoos from all media sources, The Independent 2018-01-24.
3. Angela Merkel at Davos: What did she say? And even though she didn’t mention him, was it all about Trump?, The Independent 2018-01-24.
4. SOROS: The US ‘is set on a course toward nuclear war’ with North Korea, Business Insider 2018-01-25.
5. Open Society Initiative for Europe: Our Grantees, Open Society Foundations 2017-04.
6. Not even Orwell or Huxley could have imagined “totalitarian threats” posed by Facebook and Google, warns Soros, CommonDreams 2018-01-28.
7. European Values Think-Thank Report 2015 Annual Report, European Values 2016.
8. The Kremlin’s Platform for ‘Useful Idiots’ in the West: An Overview of RT’s Editorial Strategy and Evidence of Impact, Kremlin Watch 2017-09-18.
9. Understanding Ukraine, Open Society 2015-02.
10. FullFact awarded $500,000 to build automated fact-checking tools, FullFact.org 2017-06-29.
11. $1.3 Million in Grants from Omidyar Network, Open Society Foundations Will Expand Poynter’s International Fact-Checking Network, Poynter 2017-06-29.
12. Reliable allies in the European Parliament 2014-2019, Kumquat Consult 2013.
13. Commission appoints members of the High Level Expert Group on fake news and online disinformation, European Commission 2018-01-12.
14. George Soros’s $18 Billion Tax Shelter, Wall Street Journal 2017-11-23.

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